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Milan, Ibrahimovic difende Leao: «È magia, lo scudetto lo ha vinto da solo»

Rafa Leao sudato gesto mano compagni Juventus-Milan

Zlatan Ibrahimovic parla di Rafael Leao e del Milan: «È magia, uno dei più forti al mondo. Quando abbiamo vinto lo scudetto lo ha vinto da solo».

A Casa Milan cresce l’attenzione intorno a Rafael Leao, protagonista di prestazioni altalenanti dopo i rientri dalla panchina contro Napoli e Juventus. L’attaccante portoghese è finito al centro delle critiche, ma la società rossonera punta a recuperarlo con un mix di severità e fiducia. Il club considera Leao il talento più decisivo della rosa e intende accompagnarlo in un percorso di crescita dentro e fuori dal campo. Non a caso, Zlatan Ibrahimovic ha scelto di esporsi, raccontando il suo punto di vista in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

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Ibrahimovic: «Leao è magia, uno dei più forti al mondo»

Il dirigente rossonero ha parlato chiaro: «C’è un allenatore, se posso aiutare senza disturbare lo faccio. Ma non vai sopra l’allenatore, lo metti solo in difficoltà». Ibrahimovic ha sottolineato il proprio ruolo accanto al gruppo: «Io posso essere più amico di lui dei giocatori, poi sono sempre Ibra con l’esperienza di Ibra. Prima avevo solo la modalità strong, ora ho imparato che per entrare nella testa dei giocatori a volte devi essere più soft».

Sul portoghese, Zlatan ha ribadito il valore assoluto: «Chiaro che ci aspettiamo la magia, perché Leao è magia! Chiaro che parleremo sempre di lui, perché è uno dei giocatori più forti al mondo. L’ho visto ragazzino, adesso ha due figli: è un percorso. Io sono diventato maturo a 28 anni». Parole che raccontano la fiducia totale verso un calciatore che ha già dimostrato di saper trascinare il Milan.

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«Lo scudetto lo ha vinto da solo»

Guardando al passato, Ibrahimovic ha ricordato la cavalcata verso il tricolore: «E comunque quando abbiamo vinto lo scudetto posso dire che lo ha vinto da solo. C’ero anch’io? Non prendo crediti, voglio darli agli altri». L’ex attaccante ha ripercorso i momenti chiave di quel gruppo giovane: «All’inizio avevo chiesto: quanti hanno vinto qualcosa? Hanno alzato la mano in uno, forse due. Quanti hanno giocato in Champions? Ancora uno-due. Era un gruppo che aveva bisogno di un giocatore alfa, un leader».

Zlatan ha ricordato anche l’importanza della sua leadership in quei mesi: «Quando perdevamo dicevo “mandate solo me a parlare” così lasciavamo la squadra tranquilla: per me era come fare colazione. È nato un gruppo che ha cominciato a volare. Quando abbiamo vinto lo scudetto li ho visti piangere, è stata la soddisfazione più bella». Per Ibrahimovic, Leao resta il simbolo di quella cavalcata e il Milan oggi punta ancora sulla sua capacità di accendere le partite con un gesto tecnico.

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Zlatan Ibrahimovic con occhiali da sole sugli spalti della finale di Coppa Italia Primavera a Milano
Zlatan Ibrahimovic assiste alla finale Primavera all’Arena Civica (fonte: Image Photo Agency/via Delta Pictures) – www.noimilan.it

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